Francesco Mattucci

Fotografo e Influencer

La. fotografia è un modo per rimanere vigile e in attesa allo stesso tempo

Francesco Mattucci, fotografo e Instagrammer, nel corso del suo percorso artistico e lavorativo ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui, nel 2019, il secondo posto agli Snackable Content Award. È l’autore del progetto instagram Kitchensuspension, che lo ha portato a collaborare con grandi brand internazionali. Nel 2019 ha pubblicato il libro Instagram non è Fotografia edito da Dario Flaccovio Editore.

54.400

Follower

1.300

Fan

Biografia

“La cucina, in tutte le sue sfumature, è fonte di ispirazione per moltissime persone”

Francesco Mattucci lavora come consulente per Brand e Aziende con l’obiettivo di sviluppare strategie digitali, in particolare modo di contenuto, è docente presso la BBS – Bologna Business School e la 24hBS – 24 Ore Business School. Ha pubblicato su Travel + Leisure e fotografa in analogico, in digitale, con smartphone e tablet, sempre giocando con la luce e gli effetti visivi.

È l’ideatore del progetto Instagram Kitchensuspension, grazie al quale ha collaborato con diversi Brand tra i quali Sambonet, Bauli, Santa Margherita Wines, Frescobaldi Vini, Auriga, Fonzies, Gin Mare, Canon e che gli ha permesso di ricevere numerosi riconoscimenti, come “Igers Awards” per la categoria Photo Editing e Panorama nel 2014 e secondo posto agli Snackable Content Award nella categoria Food Content Creator dell’anno 2019.

È autore del libro Instagram non è Fotografia edito da Dario Flaccovio Editore.

Kitchensuspension

Kitchensuspension è un progetto che nasce su Instagram nel mese di novembre 2014 inizialmente come semplice hashtag e, da aprile 2015, come profilo indipendente.

Sono diverse le fonti della serie di Kitchenuspension, la prima in assoluto è una situazione assolutamente quotidiana: la cucina è il posto della casa che Francesco vive di più.  Stanco della diffusione di immagini di cibo, di piatti, di fornelli, di padelle, non sempre curate e pensate, Francesco ha cercato di andare all’essenziale. E cioè ha scelto di parlare di un luogo fisico, delle sue funzioni basilari, quotidiane, elementari e comuni facendolo diventare un set dove gli oggetti che popolano una cucina vivono di vita propria. Quasi si prendessero davvero uno spazio, uno spazio di divertimento dove poter galleggiare nell’aria.